I 5 trend che trasformeranno il mondo del lavoro nel 2026

Abbiamo individuato i 5 trend che stanno già ridisegnando strategie HR e modelli organizzativi:
- I talenti “AI-enabled” saranno protagonisti.
- Le carriere junior verranno ridefinite a causa dell’automazione.
- Le organizzazioni dovranno affrontare la nuova mutazione del “tecnostress”: il FOBO.
- Il settore Life Sciences guiderà la crescita globale.
- Il numero di lavoratori fraudolenti aumenterà.
Introduzione
Il fattore di disruption più prevedibile per il 2026? L’intelligenza artificiale. Questa tecnologia oggi permea ogni funzione aziendale, settore e industria. Quest’anno, però, la conversazione sull’IA è cambiata: questa e altre tecnologie disruptive non si sono limitate a influenzare il futuro del lavoro, lo hanno trasformato.
Per candidati e aziende, il panorama del recruitment continua a cambiare velocemente. Ci siamo chiesti:
- Quali sono i trend più importanti per il 2026?
- Quali influenzeranno davvero le strategie e quali sono solo hype?
- E, soprattutto, cosa significano questi cambiamenti per la tua talent strategy?
Abbiamo sintetizzato le risposte a queste domande in cinque trend essenziali, ciascuno accompagnato da insight pratici per passare dalla consapevolezza all’azione.
Le informazioni e opinioni contenute in questo articolo sono state redatte da Hays a scopo puramente informativo. Non costituiscono consulenza e non devono essere considerate come tali. È fondamentale ottenere una consulenza indipendente e formare le proprie valutazioni.
1. I talenti con competenze in IA saranno fondamentali
I professionisti che utilizzano l’IA stanno crescendo a ritmo vertiginoso. Queste figure professionali sono fondamentali nel guidare l’uso della tecnologia per guidare la trasformazione aziendale.
- Il numero di ruoli legati all'intelligenza artificiale sta aumentando a livello globale.
- Le job description dei lavori tradizionali stanno cambiando, richiedendo a talenti di tutte le funzioni e settori di migliorare le loro skill digitali.
Il 2026 sarà l'anno in cui i talenti legati all'IA diventeranno protagonisti. Questi professionisti lavorano con le tecnologie basate sull'IA per tradurre il potenziale tecnico in un impatto reale sul business. Le competenze chiave includono l'interpretazione dei risultati generati dall'IA, l’organizzazione di nuovi flussi di lavoro, la gestione della qualità e il rispetto dell'etica e della compliance.
Per le aziende emerge una nuova sfida: questi ruoli non rientrano perfettamente nelle descrizioni delle mansioni tradizionali, rendendo la ricerca di talenti più complessa e competitiva.
La domanda è in forte aumento su entrambi i lati del mercato. La crescita delle competenze in ambito di IA è stata esplosiva nel 2025 e la richiesta di talenti legati all'intelligenza artificiale continua ad aumentare, anche se le offerte di lavoro complessive sono in calo.
Tra i ruoli più richiesti in questo ambito troviamo:
- AI Ethics Specialist. Nel Regno Unito sono aumentati del 102% su base annua i professionisti con competenze in questo ambito. Oltre al Regno Unito, anche paesi come Brasile, Francia e Stati Uniti registrano una forte crescita nella richiesta di queste competenze.
- AI UX Designer. Il bacino globale di talenti per questo ruolo è cresciuto del 92% nell'ultimo anno. La domanda è estremamente elevata, rendendo difficile individuare i migliori professionisti per questi ruoli. India, Stati Uniti e Regno Unito vantano la più alta concentrazione di questo bacino di talenti.
- Prompt Engineer. Queste figure professionali crescono principalmente in hub tecnologici consolidati come gli Stati Uniti e il Regno Unito. La diversità di genere è più debole rispetto agli altri ruoli esaminati: meno di un terzo di questi professionisti che si identifica come donna.
Nel 2026, le aziende dovranno scrivere un nuovo playbook per attrarre, sviluppare e trattenere i talenti legati all'intelligenza artificiale, pena il rischio di rimanere indietro. I confini tra ruoli più o meno tecnici e non tecnici sono diventati sfumati, richiedendo ai talenti di tutte le funzioni e settori di migliorare le loro skill digitali.
Cosa dovrebbero fare le aziende?
- Puntare su una strategia di assunzioni basate sulle competenze diventerà una necessità competitiva, non un optional. I percorsi tradizionali di sviluppo delle competenze, comprese scuole e università, non si stanno adeguando abbastanza rapidamente. Le scuole e università non si stanno adattando abbastanza velocemente a questi cambiamenti e intercettare questi talenti non sarà facile. Può essere utile mettersi alla ricerca di professionisti che dimostrano flessibilità mentale e voglia di imparare nuove competenze.
- Adottare strategie di assunzione globali per accedere ai centri di talenti emergenti. Le competenze in IA sono in crescita in diversi mercati emergenti. Ampliare il proprio raggio d’azione può essere una soluzione vincente.
2. L’intelligenza artificiale sta ridefinendo i ruoli entry-level
La generazione Z è in competizione con la l’IA generativa, poiché l'automazione sta portando alla sostituzione di diversi ruoli junior.
- Le offerte di lavoro entry-level sono diminuite a livello globale dal lancio di ChatGPT.
- Solo il 56% dei giovani lavoratori si sente sicuro di saper scrivere buoni prompt per l'IA.
- Il 21% dei giovani ritiene di non sentirsi incoraggiato a utilizzare l'IA in un contesto educativo.
La generazione Z sta trainando l'adozione dell'IA ma, allo stesso tempo, ne subisce il peso maggiore nel mercato del lavoro. Sebbene la dimestichezza con la tecnologia offra un vantaggio ai più giovani, l'automazione sta smantellando le tradizionali scale di carriera, sostituendo diversi ruoli che un tempo fungevano da trampolino di lancio nel mondo del lavoro.
Poiché l'IA generativa automatizza molte attività di “primo livello”, tra cui l'inserimento di dati, la codifica di base e la creazione di contenuti, i dati mostrano un forte calo di job volume per i più giovani:
- Una ricerca condotta negli Stati Uniti mostra un calo del 13% dell'occupazione per i lavoratori di età compresa tra i 22 e i 25 anni in ruoli in cui viene utilizzata l'IA a partire dal 2022.
- Nel Regno Unito, le offerte di lavoro entry-level sono diminuite di quasi un terzo dal lancio di ChatGPT.
- In tutta Europa, i tassi di assunzione sono diminuiti di anno in anno, con i settori Marketing, HR ed Engineering che hanno subito i cali più significativi: rispettivamente 75,6%, 72,3% e 72,2%.
La generazione Z non solo è in competizione con l'IA, ma fatica anche a lavorare con essa. La scarsa conoscenza dell'IA fa sì che solo il 56% dei giovani lavoratori si senta sicuro di saper scrivere buoni prompt. Ancora più preoccupante è l'impatto che la forte dipendenza dall'IA sta avendo sulle competenze trasversali: gli utenti che la usano in modo eccessivo dimostrano deboli capacità di problem solving e di pensiero critico.
Se il 2025 è stato l'anno in cui la generazione Z ha gareggiato con l'IA, il 2026 deve essere l'anno in cui imparerà a collaborare con essa. Questo cambiamento richiede l'intervento di due attori fondamentali.
Scuole e università devono restare al passo per formare i giovani e fornire loro le competenze richieste dal mondo del lavoro. Mentre la maggior parte delle aziende incoraggia l'uso dell'IA per aumentare la produttività e l'innovazione, il sistema educativo sembra non essere al passo. Secondo un sondaggio condotto su quasi 3.500 lavoratori della generazione Z, solo il 7% ha dichiarato di essere scoraggiato dall'uso dell'IA sul posto di lavoro. In contesti educativi, invece, questa percentuale sale al 21%.
Le aziende devono guardare oltre i costi e sostenere i giovani nell’impostazione di lunghi percorsi di carriera. Will Bentinck (Associate Director of Emerging Talent Solutions, Hays UK&I) incoraggia i datori di lavoro ad agire su questo aspetto: “La padronanza dell'IA è già una competenza essenziale sul posto di lavoro, ma i giovani non iniziano la loro carriera completamente pronti e formati. Possiamo aiutarli a prevenire una crisi di middle-level investendo nelle prime fasi della loro carriera, integrando fin dall’inizio la padronanza dell'IA.” Non si tratta di preservare ruoli obsoleti, ma di ridefinire le prime fasi della carriera. L'intelligenza artificiale, alla fine, rimane solo uno dei tanti strumenti a disposizione dei talenti.
Cosa dovrebbero fare le aziende?
- Elevare, non eliminare. Man mano che l'intelligenza artificiale assorbirà compiti, si potrà riorientare i ruoli entry-level e incorporare mansioni di maggior valore che richiedono creatività e collaborazione.
- Incoraggiare un uso critico dell'intelligenza artificiale. I talenti di maggior successo non solo sapranno come usare l'intelligenza artificiale, ma anche quando fidarsi di essa, quando metterla in discussione e quando evitare del tutto il suo utilizzo.
3. L’avvento del “tecnostress” e come gestire la FOBO
La FOBO, ovvero paura di diventare obsoleti, passerà dall'essere una preoccupazione isolata a una sfida strategica diffusa.
- Il 65% dei CHRO ritiene che l'IA possa migliorare le prestazioni della maggior parte dei ruoli.
- Solo la metà dei professionisti del settore tecnologico si sente preparata per i cambiamenti imminenti.
- La ricerca indica che l'IA aumenterà i requisiti di qualificazione per i dipendenti.
Il tecnostress non è un nuovo trend. Il termine è stato coniato per la prima volta oltre 40 anni fa da Criag Brod per descrivere una “malattia moderna” radicata nella fatica di affrontare l’avvento di nuove tecnologie in modo sano. Nel 2026, la nostra attenzione non sarà rivolta al tecnostress in sé, ma a come questa tendenza impatterà i professionisti. La principale tendenza sembra essere la FOBO, la paura di diventare obsoleti, che descrive l'ansia che le proprie competenze e conoscenze diventino irrilevanti a causa dei progressi tecnologici.
L’apprensione relativa alla FOBO è aumentata nel 2022, anno in cui l’IA generativa è diventata mainstream. Nel 2026, quest’ansia potrebbe trasformarsi in una sfida strategica determinante per le aziende. L'IA sta ridefinendo il lavoro creativo e strategico, aumentando le prestazioni in ogni funzione. Il 65% dei principali CHRO ritiene che l'IA possa “migliorare le prestazioni della maggior parte dei ruoli” nella propria azienda.
Con il passaggio dalla sperimentazione dell'IA alla sua integrazione su larga scala, i flussi di lavoro saranno riprogettati e intere funzioni cambieranno. Esiste il rischio reale che, se questi cambiamenti non saranno accompagnati da un aggiornamento delle competenze, i talenti perderanno interesse e il divario di alfabetizzazione nell'IA continuerà ad aumentare.
I dipendenti sono pronti a lavorare a stretto contatto con l'IA? Per molti, la risposta è no. Secondo i dati raccolti nel nostro Global Tech Talent Explorer, solo la metà dei professionisti del settore Tech si senta preparato per affrontare i cambiamenti imminenti. Se le persone che guidano l’innovazione nella vostra azienda avvertono la tensione, immaginate l'impatto su chi è più indietro nel loro percorso verso l'IA.
Cosa dovrebbero fare le aziende?
- Verificare il proprio stack tecnologico: semplifica oppure opprime i dipendenti? Il benessere aziendale deve essere analizzato sotto una lente digitale. È necessario stabilire dei confini chiari per proteggere la salute mentale.
- La formazione dei dipendenti deve essere una priorità condivisa, concentrandosi sul miglioramento delle competenze dei talenti in materia di IA per rafforzare la fiducia di tutta la forza lavoro.
- Dare priorità alle persone, comunicando apertamente su come evolveranno i ruoli e assicurandosi che ci siano forum chiari in cui le persone possano esprimere le loro preoccupazioni, porre domande e plasmare il futuro.
4. Continua la crescita del settore Life Sciences
Il settore Life Sciences sta entrando in una fase di “crescita esplosiva”, trainata da un afflusso di capitali senza precedenti e dalla domanda globale di soluzioni sanitarie più intelligenti.
- Il settore registra un elevato tasso di crescita annuale in Danimarca, Svezia, Malesia, Spagna e Belgio.
- L’intelligenza artificiale sta accelerando i progressi, abbreviando i tempi delle sperimentazioni cliniche e favorendo le scoperte scientifiche.
- Meno del 15% dei talenti del settore è pronto per l’avvento dell'intelligenza artificiale.
Dalle terapie personalizzate alle sperimentazioni cliniche adattive e alla modernizzazione delle normative, il 2026 vedrà il settore delle scienze della vita entrare in una fase di crescita esplosiva, trainata dalla domanda globale di tecnologie sanitarie più intelligenti e veloci. L'afflusso di capitali degli ultimi cinque anni ha gettato le basi. Ora lo sforzo sta aumentando.
Secondo quanto riporta il nostro Global Talent Tracker, Life Sciences è il settore in maggiore crescita a livello mondiale, con una previsione di crescita annua del 22,8% per la Danimarca, il più alto tra tutti i settori inclusi nel nostro studio. Svezia (15,4%), Malesia (9,4%), Spagna (9,1%) e Belgio (8,9%) completano la top five.
Per James Nyssen, responsabile globale del settore Life Sciences per Hays, ciò non sorprende, data la velocità con cui le nuove tecnologie consentono al settore di accelerare: “Nell'ultimo anno abbiamo assistito a progressi enormi. L'intelligenza artificiale è ora in grado di identificare nuovi composti e di accelerarne la sperimentazione clinica in meno di due anni. Questo cambiamento, dal miglioramento dei processi alle scoperte scientifiche, è rivoluzionario. Sta riducendo i tempi di consegna. In questo settore, 24 ore possono equivalere a milioni di risparmi.”
Ma con la crescita arriva anche la complessità. Qual è la sfida più grande del settore? Le competenze. C'è una crescente domanda di talenti che uniscano competenze scientifiche e padronanza del digitale, in particolare nell'applicazione dell'intelligenza artificiale e dell'analisi dei dati alla ricerca clinica e alla compliance normativa. Tuttavia, con meno del 15% dei talenti che si ritengono “pronti per l'IA”, il settore rischia di fermarsi proprio quando il meglio sta iniziando.
Il nostro recente report realizzato in collaborazione con Everest Group mostra che il 63% delle aziende considera il divario di competenze il “maggior ostacolo” alla trasformazione organizzativa. Il 2026 premierà chi si muoverà per primo.
Cosa dovrebbero fare le aziende?
- Individuare nuove strategie per i talenti. Restare al passo con l'innovazione richiede agilità. I talenti che lavorano su progetti specifici possono offrire competenze immediatamente utilizzabili, mentre l'outsourcing e l'offshoring garantiranno l’accesso a competenze globali sempre aggiornate.
- Le competenze specialistiche devono essere sviluppate, non solo acquisite. Le specializzazioni di nicchia richiedono una formazione mirata. I modelli di assunzione, formazione e impiego consentono alle aziende di sviluppare e impiegare talenti per esigenze personalizzate.
5. Aumenta il numero di lavoratori fraudolenti, una minaccia crescente alimentata dall'IA
Sebbene l'intelligenza artificiale stia aprendo nuove opportunità, sta anche alimentando alcune delle sfide più urgenti per l'anno a venire. In nessun altro ambito questo è più evidente, o urgente, che nella nostra ultima tendenza: l'aumento dei lavoratori fraudolenti.
LinkedIn ha rimosso quasi 400 milioni di profili falsi in meno di cinque anni. La tecnologia sta alzando la posta in gioco, rendendo possibili attività di frode più sofisticate come deep fake, documenti falsificati e identità inventate.
Recenti raccomandazioni da parte di organismi come l'Office of Financial Sanctions Implementation (OFSI) del Regno Unito hanno sottolineato la complessità di queste attività. Secondo le raccomandazioni dell'OFSI, i lavoratori fraudolenti, che spesso operano nell'ambito di reti internazionali, utilizzano identità false e strumenti digitali sofisticati per assicurarsi ruoli a distanza. Reti private virtuali (VPN), proxy e metodi di pagamento alternativi vengono utilizzati per mascherare la loro vera identità e posizione, rendendo sempre più difficile la loro individuazione.
Scott Cameron, Global Head of Service Delivery per Hays, afferma: “La pandemia da COVID-19 ha accelerato un cambiamento nelle pratiche di assunzione. Il lavoro da remoto è stato adottato rapidamente per mantenere la continuità e da allora è diventato elemento distintivo della flessibilità. Questi cambiamenti, però, hanno inavvertitamente aperto nuove strade alle frodi. I lavoratori fraudolenti possono trarre vantaggio dall'elevato volume di candidature, dai processi di screening parzialmente automatizzati, dai team con risorse insufficienti, dai processi scollegati e dai sistemi esposti. Possono nascondersi in bella vista e tra un muro di rumore, rendendo sempre più difficile la loro individuazione.”
Cosa dovrebbero fare le aziende?
- Purtroppo, non esiste una soluzione miracolosa per risolvere questo problema. Misure di sicurezza robuste, pratiche diversificate che coinvolgono diverse persone e team di HR con competenze tecnologiche elevate possono mitigare alcuni rischi.
- l numero di lavoratori fraudolenti è in crescita. È in corso la progettazione di metodi sempre più sofisticati per stare un passo avanti non solo alle aziende, ma anche alle infrastrutture di sicurezza e alle agenzie degli organismi internazionali e nazionali. La domanda non è: in che modo questo fenomento metterà alla prova gli attuali modelli di assunzione?
Prepara la tua azienda al futuro del lavoro
La tecnologia non è più solo un catalizzatore, ma è il contesto in cui si inserisce ogni decisione che viene presa: dall’aumento della domanda di talenti nel campo dell'intelligenza artificiale, all'urgente necessità di ristabilire la fiducia e migliorare la sicurezza in un'era di frodi sofisticate, alla reinvenzione delle prime fasi della carriera e all'ascesa della FOBO.
Guardando al futuro, una cosa è certa: il ritmo del cambiamento non potrà che accelerare. Le aziende che cresceranno nel 2026 saranno quelle che agiranno per prime, si adatteranno più rapidamente e prenderanno decisioni informate con sicurezza.
Con il nostro supporto, puoi preparare la tua azienda ad affrontare il futuro del lavoro.

