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GLI UOMINI SI CANDIDANO SU MARTE, LE DONNE SU VENERE

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Questo famoso detto può ritenersi valido anche quando si parla di comportamento degli utenti online? Tenendo ben in mente il significato della Festa della Donna, ho pensato che potesse essere interessante approfondire quali siano le reali differenze tra uomini e donne nel momento in cui utilizzano la rete web.

Tutti, partendo dalla nostra esperienza personale, possiamo ammettere che l’utilizzo che facciamo dei dispositivi mobile è cambiato drasticamente negli ultimi anni e che la nostra vita quotidiana è sempre più vissuta attraverso gli smartphone – per guardare la TV, per parlare con amici o con la famiglia, per tenersi aggiornati sulle notizie di cronaca, di sport o interagire sui social media.

Ma quale può essere l’impatto che questi strumenti tecnologici hanno nella ricerca di un nuovo lavoro e a riguardo ci sono differenze sostanziali tra il comportamento di un uomo e di una donna?

L’impatto dell’accesso ad Internet nel mondo

Oggi è molto facile accedere ad Internet, ma ci sono ancora molte differenze tra i diversi Paesi del mondo in termini di modalità, velocità e presenza della rete. La World Bank Group si è impegnata a svolgere interessanti ricerche per dimostrare dove nel mondo sia più alto l’utilizzo di Internet da parte delle donne rispetto agli uomini. Stranamente solo in 13 dei 195 Paesi analizzati le donne accedono ad Internet in misura maggiore rispetto agli uomini, e questi 13 includono Danimarca, Olanda, Nuova Zelanda , Irlanda e USA.

Come cambia il comportamento di uomini e donne quando sono online?

Per avere una visione macro, l’argomento dello shopping online, ad esempio, è stato protagonista di molti studi negli ultimi anni. Un articolo interessante è stato scritto nell’Agosto 2017 da Catalin Zorzini presso Ecommerce news per analizzare le abitudini di shopping online tra uomo e donna.

Tralasciando i colori blu e rosa utilizzati nelle infografiche, ecco alcuni dei risultati più importanti:

  • Uomini e donne fanno shopping online dal proprio laptop in ugual modo
  • Gli uomini preferiscono usare uno smartphone per effettuare un acquisto (45% vs. 34%)
  • Le donne preferiscono comprare un articolo se esso è in saldo (74% vs. 54%)
  • Gli uomini tendono ad acquistare un solo articolo alla volta
  • Le donne non pianificano le proprie strategie di shopping, ma fanno acquisti sulla base di future necessità

Se ci basiamo anche sulla nostra personale esperienza di shopping online, spesso ricorriamo a smartphone o tablet perché risultano essere più pratici da tenere in mano e più convenienti. All’interno di questa ricerca, inoltre, si approfondisce il tipo di acquisiti fatti tramite smartphone, suddividendoli per categorie:

  • Il 27% degli uomini compra dispositivi elettronici contro solo l’8% delle donne
  • Gli acquisti di cibo e bevande sono fatti per l’8% dalle donne e 18% dagli uomini
  •  L’11% delle donne hanno acquistato film o biglietti di eventi contro il 23% degli uomini
  • Il 30% degli uomini acquista contenuti digitali (es. apps) contro il 20% delle donne
     

Volendo quindi tirare le somme di questa ricerca, possiamo dire che gli uomini sono tipicamente portati ad un comportamento più orientato al risultato mentre le donne esplorano e navigano in Internet guardando a diversi prodotti: è importante capire che questi dati possono differire se analizzati tra i diversi Paesi e a seconda delle età. E infatti gli uomini tra nella fascia 18-24 anni spesso dimostrano un comportamento in contrasto con la media, perché essi tendono a navigare di più – sia per shopping sia per altro – e a rivaleggiare con le donne in termini di impulso di acquisto.

In cosa si differenziano uomini e donne quando si candidano ad opportunità di lavoro online?

Cosa succede quando tutto quanto sopra illustrato si declina alla ricerca online di una nuova opportunità lavorativa? C’è un’evidente differenza tra uomini e donne (parlando in termini generici) nel leggere un’offerta di lavoro e nel decidere se candidarsi? Un articolo pubblicato su Linkedin ha evidenziato che le donne posso essere scoraggiate dall’inviare candidature se il linguaggio con cui esse sono state scritte risulta prettamente “maschile”. Non so se essere molto d’accordo con questo, anche perché alcune di tali ipotetiche parole come “deciso, autonomo, leader, indipendente e ambizioso” li ritengo connotati positivi e soprattutto senza alcun riferimento particolare ad alcun genere.

Inoltre, alcuni termini suggeriti nell’articolo come prettamente legate al mondo maschile (ad esempio “responsabile, educato, affidabile”) mi sembrano tutti riferimenti ad eccellenti qualità che ciascuno vorrebbe trovare in un collega di lavoro! E ancor non necessariamente riferite ad un solo genere.

Approfondendo altre ricerche, poi, sono stata molto colpita da alcune differenze riferite al modo di pensare, quando si tratta della probabilità di inviare la propria candidatura per un’opportunità di lavoro. L’ipotesi è che se una donna non sente di possedere tutte le competenze richieste dall’offerta di lavoro, non invierà il proprio CV. Al contrario, questa non è una preoccupazione per gli uomini, che sono più propendi a candidarsi, con la consapevolezza di aver solo una parte di ciò che il datore di lavoro cerca in un nuovo dipendente.

Ci sono varie parti di questa ricerca che dimostrano come ci sia una differenza nel sentirsi a proprio agio in un posto di lavoro e ciò potrebbe anche essere vero. Sarebbe quindi molto interessante approfondire tale aspetto parlando con il pubblico di Hays a riguardo.
 


Autore: Alison Crowe, Global Online & Marketing Product
Fonte: Hays Viewpoint
 

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