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GENERATION Y: COME DEVE ESSERE IL CAPO PERFETTO?

DISPONIBILE, COLLABORATIVO E CAPACE DI MOTIVARE I DIPENDENTI


Milano, 26 febbraio 2014 – Incoraggiante, deciso, onesto e di grande esperienza. Ma allo stesso tempo aperto e amichevole. Sono queste le principali caratteristiche che dovrebbe possedere il capo ideale, secondo un recente sondaggio condotto a livello internazionale da Hays Response. La più giovane divisione del gruppo Hays, ha intervistato circa 1000 professionisti appartenenti a quelli che gli anglofoni hanno ribattezzata “Y generation” (giovani nati tra il 1983 e il 1995), per tratteggiare l’identikit del capoufficio ideale.

“Va subito fatta una premessa: rispetto alle precedenti generazioni – afferma Carlos Soave, Managing Director di Hays Italia – i lavoratori della Y Generation stanno sperimentando una maggiore flessibilità, dovuta a contratti temporanei e a occupazioni spesso precarie. Cambiando lavoro anche un due o tre di volte in pochi anni, è più facile per i giovani imbattersi in stili manageriali diversi ed avere una percezione più chiara di quale sia l’approccio migliore in fatto di leadership”.
Il primo aspetto che emerge dalla ricerca è proprio l’inefficacia dei tradizionali modelli direzionali.
“Basta quindi con le figure dominati e autoritarie – continua Soave - Per la Y Generation, un’eccessiva dose di potere è controproducente e non ottiene l’effetto sperato: un tiranno dietro la scrivania alimenta un clima pesante in ufficio, inibisce la creatività e la spontaneità nei rapporti e, a lungo andare, compromette le performance dei lavoratori”.
Il capo ideale, secondo l’indagine Hays Response, deve essere un mentore per il 51% degli intervistati, una figura di riferimento in grado non solo di spronare ed ispirare i colleghi (47%), ma anche di supportarli nelle eventuali scelte che si troveranno ad affrontare durante la loro crescita lavorativa e professionale (47%). Onestà (44%) ed esperienza (42%) sono altri importanti valori intrinsecamente legati al ruolo del capo.
“Il 34% dei rappresentati della Y Generation – continua Soave - ritiene inoltre che il capo ideale debba essere capace di sintonizzarsi e ascoltare le proprie risorse, fornendo loro continui feedback, senza però intaccare l’autonomia decisionale del singolo lavoratore”.

Il 30% del campione immagina il proprio boss ideale come una figura degna di fiducia, con cui discutere non solo questioni lavorative, ma anche di problemi o esperienze personali, mentre per il 16% il capo deve essere un vero e proprio amico a cui rivolgersi nei momenti del bisogno (non solo lavorativo). Infine, solo 1 intervistato su 10 (10%), vorrebbe che il proprio capo fosse una figura in grado di “solamente” di organizzare priorità e assegnamenti lavorativi per l’ufficio.

Secondo i 1.000 giovani intervistati da Hays Response a livello internazione, il capo ideale dovrebbe:

1. Essere un mentore (51%)
2. Saper spronare i colleghi (47%)
3. Supportare i colleghi nelle scelte lavorative (47%)
4. Essere onesto (44%)
5. Avere una lunga esperienza alle spalle (42%)
6. Avere doti di leadership (40%)
7. Saper ascoltare (34%)
8. Essere una confidente (30%)
9. Essere amichevole (16%)
10. Organizzare il lavoro in ufficio (10%)
 

 

Informazioni su Hays

Hays, società quotata al London Stock Exchange, è uno dei leader mondiali nel recruitment specializzato nell’ambito del middle e senior management. Il team di Hays Worldwide conta più di 7000 persone, distribuite in 255 uffici dislocati in 33 Paesi nel mondo. Da più di trenta anni Hays è attiva in Europa, Canada, Australia e Nuova Zelanda con consulenti che, grazie al background maturato in una delle 20 differenti divisioni, offrono ai propri clienti la garanzia di una copertura delle differenti esigenze aziendali sia a livello nazionale sia internazionale.

Per maggiori informazioni:
Melismelis – tel. 02 33600334
Federico Broggi - federico.broggi@melismelis.it
Claudio Motta - claudio.motta@melismelis.it

 

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