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SALARY GUIDE 2014

HAYS RIVELA DATI E TENDENZE DEL MERCATO DEL LAVORO IN ITALIA

Milano, 13 Maggio 2015 – Il mercato del lavoro e le sue dinamiche, gli andamenti retributivi e le figure più ricercate. E ancora l’uso dei social media nella selezione, il Jobs Act e le quote rosa. Sono questi i principali temi affrontati da Hays, società leader specializzata nella ricerca di profili di middle e top management, nella nuova edizione della Salary Guide, l’indagine sul mondo del recruitment che ha coinvolto più di 1.000 professionisti e 270 aziende a livello nazionale. 

UNO SGUARDO AL MERCATO DEL LAVORO 2015

Dopo anni di incertezza e precarietà, il mercato del lavoro in Italia sembra risalire la china come dimostra l’ottimismo delle aziende intervistate. Il 47% del campione, infatti, ha pianificato nuovi ingressi per i prossimi mesi focalizzandosi soprattutto su profili tecnici e di middle management (70%), professionisti con una breve esperienza professionale (39%), tirocinanti e apprendisti (48,1%). Il 33,3% delle aziende ha, inoltre, incrementato il budget destinato alle attività di ricerca e selezione mentre il 46,5% ha riconfermato il livello d’investimento dello scorso anno. E dall’altra parte della scrivania? Purtroppo, non si registrano le stesse fiduciose aspettative. Secondo il 51% dei professionisti, il mercato del lavoro sta ancora attraversando un periodo difficile per effetto della crisi economica, per il 16% del campione il mercato è in fase di stallo mentre solo il 15% dei professionisti intravede una possibilità di ripresa nei prossimi mesi.

LE PROBLEMATICHE ECONOMICHE

Pareri discordanti tra imprese e professionisti anche sui problemi che continuano ad affliggere il mercato del lavoro. L’82% delle aziende mette al primo posto l’elevato costo del lavoro, a cui seguono l’eccessiva rigidità della legislazione (58%), la sovrabbondante burocrazia (55%) e lo scarso dinamismo del mercato (43%). Secondo i professionisti intervistati pesano, invece, sull’attuale scenario economico la sproporzionata tassazione per le aziende intenzionate ad assumere (76%), il clima di sfiducia generale (53%), la recessione economica (41%) e la difficoltà di accedere al credito bancario (35%).

IL JOBS ACT, LA RIFORMA DELL’ART.18 E IL TFR IN BUSTA PAGA

Professionisti e aziende, seppur con percentuali diverse, concordano invece sui temi al centro dell’attuale dibatto politico-economico. Secondo il 45% delle aziende il Jobs Act non sarà sufficiente a rilanciare l’occupazione senza un’adeguata riforma della sistema fiscale. La quasi totalità del campione (75,8%) si ritiene, invece, favorevole alla riforma dell’articolo 18 per dare nuovo slancio al mercato occupazionale in Italia. Sulla questione dell’inserimento in busta paga del Tfr, il 45,2% delle imprese è contrario perché mette a rischio la propria liquidità. Anche il 42% dei professionisti italiani, ritiene che il Jobs Act non sia sufficiente per dare respiro all’economia senza una adeguata revisione fiscale. Per quanto riguarda, invece, l’articolo 18 è da modificare per il 44% dei lavoratori, mentre 6 professionisti su 10 si dichiarano contrari all’anticipo del Tfr in busta paga, perché danneggia la liquidità delle imprese già messa a dura prova dalla crisi economica.

SELEZIONE E SOCIAL MEDIA

Se il passaparola resta la via più veloce per individuare nuove opportunità di impiego per il 69% del campione, cresce il peso dei social media nella dinamica d’incontro tra domanda e offerta di lavoro. Il 56% dei professionisti, ritiene i social media una vetrina ideale per mostrare, agli occhi dei recruiter, il proprio profilo e la propria expertise. Del resto, oltre la metà delle aziende (57,1%) afferma di eseguire, in fase di selezione, uno screening dei profili social del candidato, per avere una visione più completa del professionista (95,2%) e per individuare possibili incongruenze nelle esperienze di lavoro dichiarate (21,2%). Tra i social media più utilizzati per scopi professionali, LinkedIn si aggiudica il primo posto (100%), seguito da Facebook (32%) e Twitter (17%).

IL PROFILO DEL CANDIDATO IDEALE

Tra le competenze che un candidato deve possedere, grande attenzione è riservata alle cosiddette “soft skill”. Tra le più apprezzate dalle aziende italiane emergono la forte motivazione (71%), la capacità di adattarsi (65,7%), la versatilità (49,5%) e lo spirito di sacrificio (42,9%). Tra le ‘hard skill’, il 78,1% delle aziende mette al primo posto le conoscenze linguistiche del potenziale collaboratore. Oltre all’inglese, considerato la conditio sine qua non dalla totalità del campione (100%), stanno acquisendo sempre più importanza il tedesco (20,7%), il francese (17,5%) e lo spagnolo (14,3%). E proprio per sbaragliare la concorrenza, i professionisti italiani stanno investendo sulle competenze linguistiche: per risultare più appetibili sul mercato del lavoro, infatti, il 55% dei intervistati ha deciso di dedicarsi all’apprendimento di una terza lingua come il tedesco (32%), il francese (29%), lo spagnolo (25.4%) e il cinese (14,3%).

POLITICHE RETRIBUTIVE E BENEFIT

Nonostante la turbolenza di questi ultimi anni, il 66,4% delle aziende non ha diminuito (o congelato) lo stipendio base dei propri dipendenti nel corso del 2014, tanto che 4 professionisti su 10 (38,7%) hanno addirittura visto aumentare la propria retribuzione. Grande importanza nelle dinamiche della selezione viene ricoperta dai benefit, economici e non, ritenuti dall’81% delle aziende un importantissimo strumento per il reclutamento e la retention dei professionisti migliori. Tanto che il 94% dei professionisti afferma di valutare attentamente la presenza di benefit in eventuali opportunità lavorative. Tra i più ambiti, figurano l’auto aziendale (86%), l’assicurazione sanitaria (78,8%) e, solo per ultimo, il telefono cellulare (30%). Molti professionisti (58%) possono inoltre contare su una percentuale variabile del proprio stipendio, che può essere subordinata al raggiungimento di obiettivi individuali (71%), risultati aziendali (64,6%), o alla valutazione della performance lavorative (33,5%).

DONNE NEL MERCATO DEL LAVORO

Infine, dati interessanti emergono anche dal rapporto donne e carriera. Aziende e professionisti, nella stessa percentuale (70%), ritengono che l’Italia non offra alle donne le stesse possibilità di carriera dei colleghi uomini. Tra le principali ragioni di questa disuguaglianza, spiccano: la mancanza di efficaci pratiche di conciliazione famiglia lavoro come il tele-lavoro o la formula del part-time (63,5%), l’assenza di politiche a sostegno della famiglia (61,1%), la disomogeneità nella disponibilità di servizi all’infanzia (35,8%) e la mancanza di meritocrazia (35,1%).
  

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Informazioni su Hays

Hays, società quotata al London Stock Exchange, è uno dei leader mondiali nel recruitment specializzato nell’ambito del middle e senior management. Al 30 giugno 2014 il team di Hays Worldwide conta più di 8.237 persone, distribuite in 237 uffici dislocati in 33 Paesi nel mondo. Da più di trenta anni Hays è attiva in Europa, Canada, Australia e Nuova Zelanda con consulenti che, grazie al background maturato in una delle 20 differenti divisioni, offrono ai propri clienti la garanzia di una copertura delle differenti esigenze aziendali sia a livello nazionale sia internazionale.

Per maggiori informazioni:
Melismelis – tel. 02 33600334
Federico Broggi - federico.broggi@melismelis.it
Claudio Motta - claudio.motta@melismelis.it