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HAYS - OXFORD ECONOMICS:

UN MILIARDO DI NUOVI LAVORATORI NEI PROSSIMI 20 ANNI

Milano, 26 Aprile 2011

La nuova indagine Hays rivela che, nei prossimi 20 anni, la popolazione mondiale in età lavorativa è destinata ad impennarsi in modo drammatico. Crescerà la popolazione lavorativa nei paesi in via di sviluppo, mentre i paesi industrializzati avranno un bacino di professionisti sempre meno giovane. I mercati sviluppati e quelli in via di sviluppo devono fronteggiare la mancanza e lo squilibrio di specializzazioni chiave. Le restrizioni su immigrazione e mercato del lavoro possono peggiorare la situazione. 

Hays, uno dei gruppi leader nel recruitment specializzato a livello internazionale, ha  stilato in collaborazione con Oxford Economics (istituto di previsioni economiche) il report Creating Jobs in a Global Economy – Creare posti di lavoro in un'economia globale. Nel report viene lanciato un appello ai governi e alle aziende di tutto il mondo: è necessario adottare il prima possibile un piano d’azione comune per affrontare l'incombente minaccia di aumento della disoccupazione globale. La popolazione attiva dal punto di vista lavorativo è infatti destinata ad impennarsi in modo drammatico: ben 1 miliardo di nuovi lavoratori nei prossimi 20 anni. Molti paesi – anche a causa dell’attuale crisi economica - stanno già registrando tassi di disoccupazione da record. È quindi necessario agire immediatamente in modo coordinato, per scongiurare future crisi lavorative. Proprio per questo Hays ha stilato un vademecum che i governi dovrebbero seriamente prendere in considerazione: dal mantenere i confini nazionali aperti, permettendo la migrazione di lavoratori specializzati al concordare un codice di norme internazionale per favorire i flussi migratori lavorativi. 

Il report internazionale – disponibile in inglese all’indirizzo http://haysoxfordeconomics.clikpages.co.uk/globalreport2011/ prevede massicci flussi migratori di forza lavoro, potere e ricchezza in tutto il globo. E tra i dati più allarmanti e significativi, c’è la previsione di un incremento della popolazione in età lavorativa pari ad un miliardo di soggetti nei prossimi 20 anni. Tuttavia, questa forte crescita, riguarderà principalmente i mercati in via di sviluppo, mentre le economie più avanzate vedranno la propria popolazione lavorativa diventare sempre più esigua e anziana.  

I governi e le industrie devono cominciare sin d’ora a riflettere su come rapportarsi con questa situazione di squilibrio, in primo luogo cercando di capire come incanalare al meglio il potenziale economico che può fornire questa gigantesca forza lavoro. E in parallelo, fornendo gli strumenti necessari per sviluppare il maggior numero di professionisti specializzazioni.  

Secondo i dati Hays, i mercati in via di sviluppo affronteranno un periodo di rapida industrializzazione e di sviluppo di infrastrutture, che richiederà l’impiego di professionisti specializzati e con una solida esperienza alle spalle - che ad oggi già scarseggiano nelle realtà lavorative locali. Parallelamente i mercati già sviluppati, dovranno trovare il modo di mantenere alta la loro competitività nelle industrie chiave, nonostante una bacino di lavoratori sempre meno giovani e sempre in minor numero.  

“Il report - afferma Alistar Cox, Amministratore Delegato del gruppo Hays - illustra la sfida che il mondo sarà presto chiamato ad affrontare. L’obiettivo principale è quello di creare il maggior numero di opportunità lavorative per le generazioni future, ma anche di bilanciare la discrepanza che già  è possibile intravedere tra la domanda e l’offerta nel mondo del lavoro. Solo pensando globalmente, le compagnie e i governi possono creare le basi per un impiego e un’economia su scala globale”. Creating Jobs in a Global Economy  sottolinea inoltre come sia fondamentale, per scongiurare future crisi internazionali, discutere di politiche lavorative durante il prossimo G20 che si terrà in Messico e al World Economic Forum. Cox ha infine commentato “Ai giorni d’oggi tutti parlano della crescita che ha interessato la popolazione cinese. Ma la crescita della popolazione cinese, dopo essersi assestata, subirà un forte declino, così come avvenuto per i paesi Occidentali. Nessuno si occupa invece degli sbocchi lavorativi per il miliardo di persone che sarà presto in cerca di opportunità lavorative anche in India, Africa e Sud America. Questa è una grande opportunità, se i governi e le imprese la sapranno cogliere al meglio, ma può diventare un mastodontico problema sociale se affrontato nel modo sbagliato”. “In tempo di cambiamenti così rapidi e repentini – ha aggiunto Jens Tholstrup, Managing Director di Oxford Economics UK - tutte le organizzazioni devono avere chiaro a quali ripercussioni porteranno i futuri trend di crescita globale. Le analisi che abbiamo condotto, supportano la strategia Hays di sviluppare la propria presenza internazionale, anche in paesi e settori che nascondono grande potenziale di crescita. L’obiettivo di Hays è quello di impegnarsi con i responsabili politici di tutto il mondo in materia di politiche del mercato del lavoro”. 

Hays e Oxford Economics hanno sviluppato insieme un piano in cinque punti che dovrebbero essere la base per le future discussioni da parte dei capi di governo mondiali e dal management delle aziende: 

1.         Mantenere i confini nazionali aperti, permettendo la migrazione di lavoratori specializzati
Il report dimostra come è necessario un massiccio trasferimento di forza lavoro e competenze tra i paesi sviluppati e quelli in via di sviluppo, in entrambi i sensi.  Ad esempio, i paesi in via di sviluppo hanno bisogno di migliaia di ingegneri specializzati, provenienti da America ed Europa. Al contrario, i paesi più industrializzati avranno necessità di importare un sempre maggior numero di personale medico per assistere una popolazione sempre più avanti con gli anni. Se perpetrato, il protezionismo lavorativo sarà solo causa di tensioni e affliggerà la crescita economica mondiale.  

2.         Concordare un codice internazionale per favorire la migrazione dei dipendenti.
Nonostante di fatto sia una tendenza che interessa l’intero pianeta, la politica sulla migrazione di personale specializzato è ad oggi disciplinata a livello delle singole nazioni, se non addirittura su scala regionale. Questo crea una frammentaria, esasperante ed insufficiente serie di norme che governano il mondo del lavoro. Quello che Hays auspica è che temi come questi, vengano dibattuti a livello mondiale, durante il G20 o un organismo simile, per concordare un codice che governi gli enormi flussi  transfrontalieri di manodopera che si verificheranno nei prossimi anni.   

3.         Investire nell’educazione e nella formazione
Secondo il rapporto Hays, il mercato del mondo del lavoro sarà sempre più a forma di “clessidra”, con i lavoratori semi-specializzati che verranno ben presto espulsi e rimpiazzati da strutture lavorative completamente automatizzate. Per evitare questo trend, tutti i governi e le imprese, devono dotare i professionisti di competenze specifiche, essenziali per il futuro dell’industria.  

4.         Creare opportunità di lavoro nei paesi in via di sviluppo.
Negli ultimi 20 anni in Cina si è assistito a una rapida crescita dell’occupazione, proporzionale all’aumento della popolazione. Tuttavia nei prossimi 20 anni il numero delle persone in età da lavoro si stabilizzerà e sarà necessario rivolgere l’attenzione altrove: al subcontinente indiano, America Latina e Africa. Questa nuova forza lavoro rappresenta un’opportunità enorme per coloro che sono in grado di sfruttarla, oppure sarà motivo di insoddisfazione e tensione se lasciata inattiva.

5.         Mantenere personale lavorativo non più giovane nei luoghi di lavoro
Nel corso dei prossimi 20 anni, le economie più sviluppate faranno sempre maggior affidamento sul contributo dei lavoratori over 60. Molti paesi, come per esempio la Gran Bretagna, hanno già approvato leggi ha hoc  contro la discriminazione, per consentire ai lavoratori con maggiore esperienza di restare al proprio posto ed essere produttivi. Ma c'è ancora molto da fare, sia in termini di mantenimento delle competenze della forza lavoro, sia in termini di opportunità di impiego per questa tipologia di professionisti            

 

 

Informazioni su Hays

Hays, società quotata al London Stock Exchange, è uno dei leader mondiali nel recruitment specializzato nell’ambito del middle e senior management. Al 31 dicembre 2010 Il team di Hays Worldwide conta più di 7000 persone, distribuite in 257 uffici dislocati in 30 Paesi nel mondo. Da più di trenta anni Hays è attiva in Europa, Canada, Australia e Nuova Zelanda con consulenti che, grazie al background maturato in una delle 17 differenti divisioni, offrono ai propri clienti la garanzia di una copertura delle differenti esigenze aziendali sia a livello nazionale sia internazionale.

Per maggiori informazioni:
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