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Sei un “cittadino globale”?

 

Sei un “cittadino globale”?

Postato da Hays, 16 Gennaio 2016

Al giorno d’oggi si parla molto della necessità di “migrazione delle competenze”, dell’importanza di essere “talenti trasferibili” e della mancanza sul mercato delle cosiddette conoscenze STEM (scienza, tecnologia, ingegneria e matematica). Così mentre le aziende si espandono globalmente e i viaggi internazionali diventano più semplici ed economici, il mondo sta crescendo in maniera più lenta in termini di innovazione tecnologica, che possa darci accesso a ritrovati come video conferenze, social media e informazioni su Internet. Questo significa che non c’è quasi più bisogno che le persone si incontrino faccia a faccia e che viaggino così frequentemente come in passato. E’ possibile fare tutto dal posto stesso in cui ci troviamo

Opportunità vs vacanza

Molti di noi amano viaggiare in nuove località durante i periodi di vacanza, scoprendo i misteri Inca in Perù o arrampicarsi fino al campo base sull’Everest, visitare una spiaggia esotica su una remota isola o camminare sulla Grande Muraglia Cinese. Il nostro senso dell’avventura cresce in modo particolare durante un periodo di relax, ma quanti di noi sarebbero allo stesso modo così propensi ad accettare la sfida di trasferirsi per lavoro all’estero?

Molti dei Paesi in cui trascorriamo le nostre vacanze non sono gli stessi che sceglieremmo per lavorare, anche se ci possono offrire una crescita economica, una cultura e una storia interessanti oltre che costituire un’ottima possibilità di progredire nella carriera professionale.

Sempre di più le aziende multinazionali cercano professionisti che possono essere chiamati, come li definisco io, “cittadini globali”. Come si può gestire al meglio un business internazionale, interfacciarsi con clienti, necessità e bisogni di tutto il mondo, se non si è mai sperimentata la realtà al di fuori delle nostre località di origine? Ci vuole molto più di una vacanza esotica per poter comprendere al meglio il modo di lavorare, la cultura generale e la diversa eredità culturale dei Paesi all’estero.

Essere globali

Come è possibile quindi diventare un “cittadino globale”? Ecco alcuni suggerimenti:

1. Diventare una persona “curiosa”: interessarsi delle notizie provenienti dall’estero e dell’impatto che hanno sulle diverse nazioni, rimanere informati sulle news ambientali, economiche e culturali, oltre che interfacciarsi con persone che hanno esperienze e bagaglio culturale diverso dal nostro.

2. Valutare le proprie “competenze trasferibili”: non intendo solo quello che si può portare sul tavolo in termini di conoscenze di business ed esperienza da condividere, ma anche la propria flessibilità, la resilienza, l’empatia, la comunicazione e le skills interpersonali. E’ bene ricordare anche i moneti in cui si sono dimostrate queste qualità nell’attuale posto di lavoro.

3. Essere di “mente aperta”: Non avere preconcetti, essere tolleranti con le altre culture, non enfatizzare le differenze o generalizzare troppo quel che si pensa di un Paese o delle persone che ci abitano. Le persone non sono sempre rappresentanti in toto del Paese in cui vivono, e noi siamo tutti esseri umani sopra ogni cosa.

4. Migliorare le proprie conoscenze linguistiche: se si è studiato Spagnolo a scuola, ad esempio, è bene riprendere questa lingua ed iniziare a ricordarsi almeno le frasi più comuni, come “ciao”, “piacere di conoscerti”, “per favore” e “grazie”. Questo può essere un punto di partenza in località straniere, in cui la propria lingua può non essere parlata.

5. Approfittare di progetti di business interni: provare a vedere se è possibile essere inseriti in progetti di business internazionali della propria azienda, che comprendano persone provenienti da diverse località nel mondo. Questo vi permetterà di instaurare nuovi contatti, essere conosciuti dai colleghi ed imparare sempre di più cosa significhi lavorare in un team multinazionale.

6. Alzare il telefono e parlare coi propri colleghi all’estero: cogliete l’opportunità di conoscerli, lasciando da parte email, testi e le comunicazioni non verbali.

7. Leggere l’annual report della propria azienda: molte persone pensano che gli annual reports siano libri pieni di grafici.
Sì è verò, le analisi sono nella parte finale, ma nella prima metà vi sono informazioni utili per farsi una idea dell’andamento del business in ciascuno dei Paesi in cui l’azienda opera. Inoltre è scritto in un linguaggio semplice perché è destinato non solo ai grandi azionisti, ma anche ai dipendenti ed a chiunque voglia leggerlo. Le aziende sono incoraggiate quindi a scriverlo in modo chiaro e comprensibile. E se non si riesce a trovare una copia cartacea, esso viene anche pubblicato su internet.

8. Infine, espandere i propri orizzonti: non guardarsi indietro nella vita e pensare “Se avessi…”. Meglio essere coraggiosi, sempre alla ricerca di novità e provare a progredire nella carriera. Parlare al proprio superiore per scoprire nuove opportunità che potrebbero esserci in altri uffici all’estero.

Pronti alla sfida?

Se si è pronti per una sfida e ad una avventura, se si pensa di avere una buona conoscenza del proprio business ed una grande flessibilità, resilienza e mente aperta per andare a vivere e lavorare all’estero, è bene provarci e considerare questa possibilità. Invece di leggere soltanto articoli sulla mancanza di competenze specializzate nel mondo, si potrebbe essere parte della soluzione di questo problema, diventando un “cittadino globale”.

Autore: Rosemary Lemon, Group Head of Reward
Fonte: The Hays Viewpoint