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HAYS ITALIA NEWSLETTER
ACCOUNTANCY & FINANCE

Hays, società quotata al London Stock Exchange, da 50 anni è leader mondiale nel recruitment specializzato nell’ambito del middle e senior management. Forti della nostra esperienza nel settore, siamo lieti di inviarLe una rassegna mensile con temi e news circa il mercato Accountancy & Finance in Italia. Buona lettura!


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 Finanza

Gig-Economy: mix di contratti per la nuova era del lavoro

In un mondo messo alla prova dalla crisi economica il settore dell’impiego e i contratti di lavoro ne hanno fatto le spese.

Erano 23 milioni gli occupati censiti nel 2008, oggi sono sempre 23 milioni. Se ci si dovesse fermare al numero, verrebbe da dire che il mercato del lavoro in Italia è rimasto immobile. Niente di più sbagliato, perché nell’arco di questi dieci anni si sono verificate innumerevoli turbolenze, con un primo forte crollo nel 2009, un lieve recupero nel 2011, un nuovo scivolone nel 2012/2013 e dal 2017 segnali di ripresa.

In un contesto così roller coaster si è sviluppata la Gig Economy: si tratta di un particolare sistema che riesce a fare a meno dei classici contratti a tempo indeterminato o alle prestazioni continuative. La peculiarità della Gig Economy è il lavoro on demand, ovvero solo ove sia necessaria una competenza e un’abilità specifica. Proprio per questo motivo alle volte è anche chiamata “economia delle piattaforme”; nasce all’interno dello stesso contesto dell’economia collaborativa e della sharing economy, ovvero di quelle forme di guadagno create dalle potenzialità della Rete (si pensi ad esempio la redditività dell’affitto di una casa su Airbnb)

Fino a poco tempo fa questa soluzione sarebbe stata considerata una buona opzione economica, non prioritaria e perlopiù legata a figure junior. Oggi, invece, data la crisi del lavoro degli scorsi anni – come dicevamo in incipit - l’opinione di rivolge di più a considerare queste forme contrattuali come delle opportunità, formule di ingaggio di professionisti freelance e altamente qualificati, flessibili e più vicini alle più moderne formulazioni delle modalità di lavoro odierne.

In ambito A&F si confermano figure di controllo e di pianificazione amministrativo/finanziaria (e.g. Finance Manager), professionisti dotati di alte competenze manageriali e relazionali, detentori di conoscenze specifiche (e.g US GAAP, nuovi gestionali) operanti come referenti a 360° del management di Gruppo. A questa si uniscono le professionalità legate alla gestione delle risorse umane (e.g HR Manger, HR Director con competenze in termini di change management) e i legali di azienda (e.g Legal Counsel) che, insieme, conservano un ruolo determinante nella strategia delle aziende.

Adp ha interrogato 10.000 lavoratori in Europa e ha scoperto che il 68% degli intervistati è interessato, o prenderebbe in considerazione, un’occupazione autonoma o da freelance. In Italia questa percentuale è analoga ed è pari al 65% degli intervistati. Il lavoro da casa, quello del professionista freelance starebbe, insomma, diventando sempre più di appeal. A favorire la tendenza sarebbero anche le nuove tecnologie
e il sogno del lavoro da casa, più flessibile e che si concilia con gli stili di vita dei nostri giorni.

Dalle parole ai fatti: un quarto (26%) di chi ha risposto al sondaggio europeo ha dichiarato di progettare attivamente il piano B verso questo tipo di soluzione. Ci sono però differenze a seconda della cartina geografica. I dipendenti olandesi e spagnoli sono quelli più propensi a prendere in considerazione il lavoro autonomo o da libero professionista. Un terzo di questi sta valutando attivamente questo tipo di possibilità (34% e 33%). Per contro, i dipendenti tedeschi, francesi e italiani infine sono quelli meno orientati alla Gig Economy e circa la metà di questi (49% e 43%) afferma di non essere affatto interessata.

Il vero problema della Gig Economy sono le tutele nei confronti dei lavoratori. Secondo molti analisti di mercato il futuro della Gig Economy dipenderà, infatti, dalla capacità della politica di adeguare le leggi a queste nuove forme di lavoro. In maniera tale da tutelare sia i dipendenti che le aziende. Il politico britannico Matthew Taylor ha proposto una soluzione per questo problema. Il nostro Governo ha iniziato concretamente a mettere ordine, delineando 6 forme contrattuali cui le aziende si stanno già rivolgendo in questi giorni:

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*Dati da fonte Il Sole24Ore

Se la Gig Economy dovesse crescere ancora, sarà fondamentale da parte dei governi nazionali intervenire in maniera nella regolamentazione di questa nuova forma di lavoro. In Italia è stato fatto il primo passo riconoscendo e facilitando il telelavoro, ma sarà necessario fare ancora molti passi in avanti.

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FINANCE MANAGER – US GAAP

Settore Servizi, Milano
RAL 70.000 €

• Ridefinizione costi e strategia economica
• Confronto e dialogo di funzioni aziendali interne, anche tra branch italiana e HQ
• Principi contabili US GAAP
• Implementazione nuovo gestionale
• Ridefinizione struttura della tesoreria e credito
• Business Development

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TEMPORARY HR MANAGER

Settore Retail-Fashion&Luxury, Milano
RAL 80.000 €


• Governance di tutti i processi HR
• Gestione, miglioramento, implementazione del sistema di modelli di competenze
• Processo di recruiting
• Gestione del contenzioso, precontenzioso, procedimenti disciplinari, licenziamenti
• Gestione Relazioni
• Ridefinizione struttura aziendale/organigramma, andamento headcount, turnover
• Progetti speciali (recruiting, selezione e gestione fornitori, contrattualistica, definizione di premi/gestione overtime)

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Italia 

Arredamento: quando le SME non si arrendono e sfidano il mercato globale

Storico segmento del Made in Italy e vessillo del buon gusto e delle capacità innovativa del nostro Paese, il settore arredamento ha, negli ultimi anni, fatto parlare spesso di sé e non solo per lo scintillio di quella che probabilmente rimane la fiera di settore più amata dal grande pubblico.

Lontani dai riflettori che annualmente infiammano le strade di Milano è interessante osservare con più attenzione quanto accade su un mercato caratterizzato da un tendenziale declino e un interessante triennio. Oggi il comparto è caratterizzato da una forte clusterizzazione dei distretti tradizionali e una frammentazione delle realtà produttive nella fascia delle piccole, piccolissime e medie aziende, quasi 27 miliardi di euro generati da oltre 29 mila aziende. Se infatti il mercato non premia la micro impresa, generalmente incapace di sostenere le sfide di una competizione senza limiti geografici e una domanda sempre più esigente in termini di rapidità ed efficienza nella risposta, a pagare sono da sempre capacità innovative e qualità di prodotto.
La ricetta per un sostanziale ribaltamento dei tetri pronostici si trova già nei macro indicatori che accompagnano i dati sulla crescita dei fatturati: esportazioni, cresciute di oltre 3 punti percentuali nell’ultimo anno, e investimenti in Ricerca e Sviluppo.
Se infatti sembra lontana la possibilità di un consolidamento che passi per una strategia di unioni e acquisizioni, nel mare magnum di piccole realtà si fa strada l’ipotesi di una trasformazione interna.

Un’indagine promossa da FederLegnoArredo mostra come il 37% delle aziende consultate ha investito in R&S nel 2017 e il 49% ha destinato parte degli investimenti al miglioramento della propria capacità produttiva, dato che dimostra la consapevolezza degli operatori: il made in Italy si contraddistingue per qualità e innovazione, manteniamo alti gli standard di prodotto e lavoriamo per rinnovare le nostre aziende.

Quali sfide per il finance?

Sostenere e promuovere lo sviluppo di un organizzazione significa innanzitutto dedicare tempo e spazio all’innovazione di processo. In un settore che rimane in parte legato a un processo produttivo quasi artigianale e un manufatto che rappresenta spesso un unicum, oltre alla complessità di uno sviluppo delle opportunità di business secondo una logica contract a fianco della classica distribuzione, caratterizzato, infine, da strutture organizzative snelle e frequentemente sbilanciate sulle funzioni operative, la partita che giocano i dipartimenti amministrazione finanza e controllo rappresenta una vera e propria sfida. La solidità finanziaria e la continuità dell’impegno della proprietà imprenditoriale e familiare non basta infatti a sostenere lo sviluppo organico di una traiettoria internazionale e la richiesta di un prodotto costantemente migliorato. Urge un impegno ulteriore per la costruzione di impianti di controllo di gestione (finanziario/commerciale e industriale) e strategia finanziaria di ampio respiro, capaci in parte di verificare e accompagnare una pianificazione di medio periodo. Tema fondamentale non potrà dunque essere altro che la capacità di sviluppare e attrarre professionalità e competenze nuove in una funzione che talvolta, nelle organizzazioni più snelle, soffre scarsa dinamicità e resistenza al cambiamento, frutto di un’interpretazione più legata alla compliance normativa e fiscale che alla partnership con il business.

Fondamentale inoltre avere a bordo professionalità che sappiano ben gestire il fatturato sui mercati stranieri, gli affidamenti, le lettere di credito e che possano magari conoscere tematiche M&A o project financing.

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FINANCIAL CONTROLLER

Settrore Arredamento, USA
RAL 90.000 $


• Principi contabili italiani e internazionali
• Approfondita conoscenza delle dinamiche di mercato
• Reporting Package US Gaap - USA tax and statutory
• Esperienza in un progetto di start up estera
• Disponibile al trasferimento in Italia e sul territorio statunitense

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ACCOUNTING & CONTROLLING MANAGER

Settore Arredamento, Venezia
RAL 55.000 €

• Implementazione del sistema di Controlling e Reportistica gestionale interna
• Coordinamento del team amministrativo e contabile (AP; AR, General Ledger, Tax)
• Cost accounting e contabilità di magazzino
• Budgeting, forecasting e piano industriale pluriennale

orsola.musella@hays.com – Rif. 1331103
 


News

EVENTI DI SETTORE

10° Luxury Summit – presso Il Sole 24 Ore | 20 giugno 2018

Gremita la Sala del Sole 24 Ore che ha accolto nella giornata del 20 aprile scorso la decima edizione del Summit del Lusso. Protagonisti personalità di spicco del settore tra cui Diego Della Valle (Presidente e AD del Gruppo Tod’s), Remo Ruffini (Presidente e AD del Gruppo Moncler) e Pierluigi Cocchini (CEO di La Rinascente); insieme a loro Senior Partner e Managing Director di società di consulenza di spicco come BCG-The Boston Consulting Group e i Presidenti della CNMI e di Confindustria Moda.
Personalità riconosciute del settore si sono, dunque, ritrovate per discutere del ruolo che le aziende italiane del lusso hanno nel business di oggi: anticipare e rinnovare i desideri, per conquistare il cliente.
Una sfida che parte dall’analisi dei trend di mercato attuali e che passa poi inevitabilmente per una più efficace comunicazione verso l’esterno, un’ “employer branding” del lusso italiano che debba far parlare di sé – in casa – tra i giovani, incredibilmente rapidi e digitalizzati, e – fuori dai confini nazionali – con l’estero; il mercato più difficile per il vero made in Italy.

A crescere sono, nello specifico, i segmenti dell’abbigliamento e degli accessori. Nei quali si avvertono e si vedono operazioni importanti di capitali privati, fusioni e quotazioni. E’ in aumento, infatti, la quota dei private equity. Secondo un sondaggio condotto da Kpmg condotto su 150 executive nel settore moda-lusso, le operazioni di M&A rallenteranno per lasciare il passo a joint venture, acquisizioni e partnership per spingere l’espansione geografica (52%), per incrementare il livello di prodotti e servizi (13%) e per ridurre il “time to market” (11%).

In ambito A&F si confermano i ruoli di Head of Commercial Finance o Finance Business Partner le figure più ricercate al momento dalle aziende. L’obiettivo infatti, anche per aziende che negli anni hanno sempre avuto ottimo EBITDA, è quello di riuscire a determinare la struttura pricing, costo di produzione e budget degli investimenti, in maniera sempre più chiara e strutturata. E non solo nel settore Lusso.
 

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FINANCE BUSINESS PARTNER

Settore Marketing & Entertainment/Digital, Milano
RAL 65.000 €

• Ridefinizione costi e strategia economica
• Predisposizione chiusure, budget, andamento economico-finanziario del Gruppo e delle controllate, bilancio chiusure, scostamenti, forecast
• Piani di ristrutturazione, fusione, acquisizione di società terze
• Predisposizione analisi di fattibilità economica
• Gestione contabilità di filiali estere
• Business Development

alissia.molteni@hays.com - Rif. 1707677
 


 

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