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4 domande da porsi dopo un colloquio di lavoro

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"Allora, come è andata?". Questa è stata probabilmente una delle prime domande che il tuo Recruiter, gli amici e la famiglia ti hanno chiesto, dopo il tuo recente colloquio di lavoro. Spero che la tua risposta sia stata positiva e, in questo caso, presumo la loro prossima domanda potrebbe essere stata: "Accetteresti quel lavoro, se ti venisse offerto?"


Dunque, tu accetteresti?

Senza dubbio ti sentirai svuotato, con un sacco di pensieri, sentimenti e domande che ti attraversano la mente. Quindi, per evitare di prendere una decisione improvvisa, ritagliati del tempo da solo per riflettere e considerare quanto segue:

1. Questo nuovo ruolo avrebbe ciò che manca al tuo attuale?

Cerca di ricordare che cosa ti ha attirato di più dell’offerta di lavoro e se ora ti senti più o meno interessato rispetto a prima del colloquio. Ad esempio, potresti essere stato attratto dal progetto proposto, dalla possibilità di viaggiare o dal team di persone coinvolte. Dopo il colloquio hai scoperto di più e ora puoi valutare onestamente se questa opportunità ti permetterebbe davvero di esprimere al massimo le tue potenzialità. In che modo migliorerebbe la tua carriera?

Un altro indicatore chiave è come ti sei sentito quando il selezionatore ti ha spiegato il ruolo in modo più dettagliato. Ti sei emozionato, è questa la sfida che stavi aspettando? Ti sei trovato a fare molte domande sull'opportunità? Ti sei sentito un po’ nervoso e scoraggiato dall'aumento di responsabilità (come chiunque quando esce dalla propria zona di comfort)?

Ricordati il perché hai deciso di recarti a questo colloquio - qualcosa chiaramente ti manca nel tuo attuale lavoro. La domanda da porti è: questo nuovo ruolo avrebbe ciò che oggi non sto ottenendo in quello attuale?

2. E’ l’azienda adatta a te?

Prima di recarti al colloquio, ti sarai fatto un'idea sul tipo di azienda in cui avresti voluto lavorare in futuro, in termini di valori, cultura e, eventualmente, dimensione. Ora che hai incontrato davvero questa azienda, come ti è sembrata? Senti che la loro mission rispecchia la tua persona e che avresti voglia di farne parte?

Che dire della "personalità" dell'azienda, cioè della sua cultura aziendale? Può essere difficile avere un'idea della cultura di un'azienda solo da un colloquio, ma prova a ripensare a come il selezionatore ti ha descritto il business ed il team. Potrebbero aver usato parole come "affiatato" o "socievole", dandoti quindi un'indicazione della dinamica in cui potresti essere inserito. Tutto questo soddisfa i tuoi obiettivi? Forse ti hanno persino mostrato l’ufficio o presentato ai tuoi potenziali colleghi. Quali sono state le tue prime impressioni incontrandoli? Riesci a vederti ben integrato con la cultura e i valori dell'azienda?

3. Cosa ne pensi del tuo nuovo manager?

A proposito dei tuoi futuri colleghi, come ti è sembrato il tuo potenziale futuro “capo” durante il colloquio? Questo aspetto è importante: dopotutto, dovresti riportare quotidianamente a questa persona, rivolgendoti a lui per avere consigli e supporto, soprattutto durante i primi giorni nel nuovo posto di lavoro. Ancora una volta, non è sempre facile ottenere un'immagine chiara del futuro manager da un solo colloquio, ma determinati comportamenti indicheranno certamente come potrebbe dimostrarsi in futuro questa persona.

In primo luogo, era un buon comunicatore? Ti ha spiegato chiaramente il lavoro e le sue aspettative? Se sì, ciò indica che sapresti già di cosa ti dovresti occupare, qualora venissi assunto.
In secondo luogo, ti ha ascoltato? Un aspetto importante dell'essere un buon comunicatore è saper ascoltare in modo efficace. Ha ascoltato le tue risposte ed era incoraggiante e ricettivo su ciò che hai detto? Ha risposto a tutte le tue domande in modo esaustivo?

Era empatico e accogliente? Ti sei sentito a tuo agio a parlare e a far loro delle domande?

Sembrava appassionato del proprio lavoro, del suo team e dell’azienda? Mai sottovalutare l'importanza di un capo zelante che ama il proprio lavoro, perché questo entusiasmo è contagioso e si diffonde in tutto il team. Cerca di ricordare se ti è sembrata una persona ottimista mentre parlava, o se invece pareva stesse ripetendo un copione prestabilito.

Infine, era interessato alle tue ambizioni per il futuro? Se sorrideva e annuiva mentre parlavi, e ti chiedeva di approfondire ulteriormente i tuoi argomenti, ciò dimostra la sua buona fede, la sua capacità di comprendere i propri collaboratori e che sarebbe di reale supporto ad un team di professionisti.

4. Che cosa ti sta dicendo il tuo "istinto"?

Il tuo istinto non è da sottovalutare: una buona intuizione può farti prendere la giusta decisione, anche se magari non sembra aver un senso logico al momento. Per te forse questa posizione non è perfetta al 100%, ma il tuo istinto ti sta dicendo che non ha importanza: questo è un rischio che vale la pena correre. Se hai concluso questo colloquio sentendoti più felice di quando sei entrato, anche se certi aspetti del tuo “lavoro ideale” non sono stati ancora discussi, questo è un segnale del tuo istinto a cui prestare attenzione.

Il nostro intuito ci conosce meglio di chiunque altro ed è importante ascoltarlo, specialmente quando si tratta del nostro futuro professionale.

Dopo aver considerato tutto ciò, dovresti avere ora le idee più chiare su come rispondere alla domanda: "Accetteresti quel lavoro, se ti venisse offerto?". Se la risposta è un sì, assicurati di ribadire al Recruiter il tuo interesse per quel ruolo e chiedigli di trasmettere questo messaggio anche all’azienda in questione. Nel migliore dei casi, la soddisfazione risulterà reciproca e in pochissimo tempo inizierai un'opportunità di lavoro che ti permetterà finalmente di esprimere al massimo le tue potenzialità.
 


Fonte: Hays Viewpoint
Autore: Alex Shteingardt - Managing Director, Hays Russia

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