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HAYS GLOBAL SKILLS INDEX


Ogni anno Hays, in collaborazione con Oxford Economics, pubblica un report denominato Hays Global Skills Index.
L’analisi prende in esame i mercati del lavoro di 33 economie mondiali (tra cui l’Italia) per individuare i principali trend del mondo del lavoro qualificato.

HAYS GLOBAL SKILLS INDEX 2017
 

HGSI 2017 img piccola ITALIA INTERNA RESIZEDPer la prima volta dal 2012, quest’anno si registra un leggero calo del gap tra domanda e offerta di competenze sul mercato del lavoro globale.

È quanto emerge dall’Hays Global Skills Index 2017,
la sesta edizione del report pubblicato ogni anno da
Hays, società leader nel recruitment specializzato,
in collaborazione con Oxford Economics. 


L’analisi, dal titolo “Regional dynamics of the global labour market: skills in demand and tomorrow’s workforce”, prende in esame i mercati del lavoro di 33 economie* a livello mondiale (inclusa l’Italia), al fine di individuare i principali trend occupazionali.

Un modesto miglioramento dell’economia globale ha visto attenuarsi leggermente le pressioni del mercato del lavoro rispetto al 2016, anche grazie alla crescente mobilità globale dei professionisti che dà vita a un flusso di lavoro qualificato in tutti i Paesi. In alcuni settori e ruoli specializzati, tuttavia, le imprese faticano ancora a trovare professionisti qualificati. 

Risultati in breve del Global Skills Index: 

Il flusso di professionisti qualificati che si trasferiscono all’estero per lavoro sta contribuendo a un leggero calo del gap di competenze sul mercato del lavoro globale. Secondo le stime delle Nazioni Unite, 244 milioni di persone – pari a circa il 3,3% della popolazione globale – vivono in un Paese diverso da quello di nascita. Inoltre, all’interno dell’Unione Europea nel 2016, il 29% dei residenti all’estero aveva un livello di istruzione universitario, pari a un incremento del 3% rispetto al 2011.

La crescente mobilità globale di professionisti qualificati sta controbilanciando anche il progressivo invecchiamento della popolazione che interessa numerosi Paesi tra quelli presi in esame. Ad esclusione dell’India, infatti, la popolazione in età lavorativa dei Paesi interessati dall’indagine diminuirà di circa un milione di persone entro la fine del 2017, ma grazie al gran numero di professionisti altamente specializzati che si trasferiscono per lavoro in Paesi diversi da quello d’origine, il numero dei lavoratori crescerà comunque di 1,1 milioni.

Anche la digitalizzazione ha un ruolo fondamentale nella flessione del gap di competenze, poiché consente a professionisti qualificati di lavorare in modo flessibile e da remoto. Negli Stati Uniti, nel corso dell’ultimo decennio, il numero di lavoratori indipendenti, con incarichi a contratto, temporanei e a chiamata è aumentato di 5 punti percentuali, arrivando a rappresentare il 15% della forza lavoro del Paese. In Europa, negli ultimi cinque anni, il numero di professionisti freelance è cresciuto quattro volte più velocemente rispetto all’occupazione totale, mentre nella regione dell’Asia Pacifica, Australia e Singapore sono tra i Paesi con il maggior numero di lavoratori freelance. Infine le entrate provenienti da questi professionisti nelle Filippine, in Bangladesh, in India e in Pakistan sono tra le più alte del mondo.       

 


Metodologia

L’Hays Global Skills Index assegna ad ogni Paese un punteggio da 0 a 10, indicante quanto è alta la pressione nel mercato del lavoro nel Paese preso in considerazione. Il punteggio è calcolato sulla base di un’analisi di 7 differenti indicatori, ognuno dei quali fa riferimento a uno degli elementi caratterizzanti il mercato del lavoro (es. il livello d’istruzione, la flessibilità, la pressione sui salari ecc.). Se il punteggio complessivo è sopra il 5.0 significa che l’economia di quel Paese è in ripresa e il mercato del lavoro sta subendo una forte pressione. Se il punteggio è al di sotto del 5.0, invece, quell’economia sta vivendo un momento di minor pressione sul mercato del lavoro. Tuttavia, all’interno del risultato complessivo, i punteggi dei singoli indicatori possono variare.

 

 

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